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Sab, Ott
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Editoriali
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Ripartenza: i problemi da risolvere sono tanti e si aggiungono a quelli precedenti l’emergenza Covid-19.


Il settore automotive (come molti altri, vedi quelli petrolifero ed energetico) che dà lavoro, anche indirettamente, a più di 13 milioni di persone in Europa, ha bisogno più che mai del sostegno
dei Governi, anche per raggiungere gli ambiziosi ed urgenti obiettivi ambientali.
Appoggio non solo alle aziende, ma direttamente nelle case di tutti gli europei, che sono automobilisti, trasportatori, taxisti, autisti, operai, dirigenti.
La prossima estate, seppure con i via libera delle autorità, richiederà grande cautela
da parte di tutti. E se l’auto privata è più che mai il mezzo per realizzare il turismo di prossimità (non l’unico consentito, sono state riaperte anche le frontiere, ma di sicuro molto gettonato), per andare al lavoro evitando i mezzi pubblici, per visitare con giudizio parenti e amici, per un film o un concerto rispolverando usi e costumi degli anni ’50, un esempio per tutti, quello del drive in (locale in cui si riceve un servizio restando in auto), si deve pretendere che il settore e quelli collegati godano di tutta l’attenzione da parte di chi ci governa.
Con un programma di contributi verso la sostenibilità ambientale ed economica, purtroppo appena accennati nel Decreto Rilancio, che in pratica per ora destina solo qualche risorsa all’elettromobilità e alle biciclette.
Servono risorse per nuovi incentivi alla rottamazione per far ripartire il mercato auto e per la conversione a GPL e metano, dedicati questi ultimi in particolare a chi non può permettersi di spendere cifre consistenti. Sgravi e non tasse per le auto aziendali. E un piano di rilancio per le aziende della componentistica che esportano in tutto il mondo l’eccellenza italiana.
Non ce ne vogliano i settori non citati, siamo consapevoli che tutti hanno bisogno di iniezioni di aiuti e fiducia. Solo così ripartirà il volano che potrà guidarci fuori da questa crisi epocale: nel bimestre marzo- aprile 2019 sono state immatricolate quasi 370mila autovetture, nel 2020 solo 32.668, –91,15%. A maggio il mercato italiano dell’auto ha totalizzato 99.711 immatricolazioni, il 49,6% in meno rispetto allo stesso mese del 2019.

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