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Dom, Set
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Mobilità. Gnl carburante sostenibile per l'autotrasporto italiano

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La filiera del Gnl (Gas naturale liquefatto, metano a circa -160 gradi per essere stoccato liquido) è in grande espansione e per il trasporto pesante su strada è una grande e attuale opportunità che soddisfa requisiti ambientali - abbattimento degli inquinanti - ed economici, grazie ai bassi costi di esercizio.
Soprattutto in un Paese come l’Italia dove l'80% delle merci viaggia su gomma. Quindi l’auspicio è che il governo sostenga lo sviluppo del settore e che si realizzi una rete di rifornimento.

 

Se ne è parlato a Oil & Non Oil – stoccaggio e trasporto carburanti, la manifestazione nazionale di riferimento per tutti gli operatori della filiera dei carburanti liquidi e gassosi e del comparto del non-oil, in programma alla Fiera di Verona dal 9 all'11 ottobre, nel corso del convegno Il Gnl tra innovazione e sviluppo del mercato, promosso da Assogasliquidi Federchimica, l’Associazione che rappresentale imprese del comparto distribuzione gas liquefatti (GPL e GNL) per uso combustione e autotrazione e le imprese che costruiscono attrezzature ed impianti o che forniscono servizi attinenti al settore.

“Parliamo di un’energia pulita dalle enormi potenzialità, che può essere impiegata come carburante per rifornire mezzi pesanti, trasporto pubblico e navi. Essa consisterebbe al Paese benefici ambientali, economici e una maggiore diversificazione dell’approvvigionamento energetico”, ha affermato Francesco Franchi, Presidente di Assogasliquidi-Federchimica.

“È fondamentale però che l’Italia si doti delle infrastrutture adeguate ad accogliere il GNL. Negli ultimi tempi sono stati fatti dei passi in avanti, come ad esempio la Guida tecnica prevenzione incendi, realizzata dai Vigili del Fuoco, con la collaborazione di Assogasliquidi e Università di Pisa, che avrà lo scopo di supportare il personale dei Vigili del Fuoco impegnato nella valutazione dei progetti ai fini della prevenzione degli incendi. La guida sarà fondamentale per lo sviluppo armonico e coerente degli impianti small scale su tutto il territorio nazionale”.

Il n.1 di Assogasliquidi-Federchimica ha sottolineato però la necessità di avere “una normativa europea che tuteli gli investimenti già realizzati dalle imprese e, per il settore navale, le linee guida nazionali per il bunkeraggio, dopo l’emanazione delle linee guida EMSA indirizzate ad autorità portuali ed amministrazioni”.

“Occorre quindi puntare sempre di più sui carburanti gassosi e avere misure di promozione che orientino la domanda verso prodotti ecologici come i gas”, ha concluso Franchi.

Moderati da Rita Caroselli, direttore di Assogasliquidi Federchimica, sono intervenuti al convegno Aldo Bernardini - HAM ITALIA, Stefano Campanini - TECNOGAS, Giuseppina Della Pepa - ANITA, Luca Gazzera - VANZETTI, Emanuele Gesù - SNAM, Alessandro Pasini - BRN BERNARDINI, Cristiano Pedrazzini - LIQUIGAS, Massimo Prastaro - ENI, Massimo Santori – IVECO, CNH INDUSTRIAL e Marco Seimandi – BRC.

Come ha spiegato Giuseppina Della Pepa, segretario generale Anita (Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici, aderente a Confindustria), “il peso del trasporto su strada è ancora rilevante, è all’80,1% in Italia, all’83,2% in Francia”, per fare degli esempi. Insomma, “nel contesto europeo il trasporto su strada resta predominante in tutti i Paesi, salvo quelli dell’Est Europa dove la ferrovia storicamente è il metodo di trasporto merci più usato”, dice Della Pepa. Quindi “ha e avrà un ruolo insostituibile nell’economia e nella società”.

Infatti si prevede “un aumento del 60% del trasporto merci tra il 2010 e il 2050, con un +42% dei passeggeri sui bus”. Ciò detto, “il settore tra i primi deve fare una riflessione, non si può più pensare di procedere in questo modo”, auspica il segretario generale Anita. Infatti in Italia “ancora il 9,9% dei trattori stradali è Euro 0, con percentuali simili tra gli altri veicoli pesanti, il 9,6% è Euro 2 e il 23,3% è Euro 3.

E’ quindi necessario che il settore faccia un salto di qualità nel senso di affrontare le sfide del futuro per veicoli più puliti e più sicuri, una sostenibilità anche economica”. Il ministero delle Infrastrutture e Trasporti per il 2018 ha destinato 9,6 milioni di euro per incentivi riservati a veicoli pesanti a trazione alternativa, “e lo scorso anno un importo di poco superiore è stato usato tutto- conclude Della Pepa- Noi avremmo voluto di più, e i tempi sono maturi per chiedere un nuovo sforzo al Governo e aumentare gli investimenti per contemperare rispetto dell’ambiente, maggiore sicurezza e sostenibilità economica”.

Gli operatori sono pronti, e anche il mercato c’è. “Iveco con i suoi Stralis è stato il primo a entrare nel mercato dei mezzi pesanti a GNL”, spiega Massimo Santori, Institutional Relations CNH Industrial – Iveco. Da questa tecnologia derivano “vantaggi ambientali, per la riduzione degli inquinanti, con gli NOx e le PM10 completamente abbattuti, mentre sul fronte della CO2 la riduzione è valutabile tra il 10 e il 15%, una diminuzione già importante che però arriva a quasi il 100% con l’uso di BioGNL”. Ma “ci sono vantaggi anche dal punto di vista dei costi- spiega Santori- per cui la sostenibilità è sia ambientale che economica”, tenendo conto che il passaggio a una maggiore sostenibilità “scatta solo se i due fattori entrano in relazione: se c’è il vantaggio economico anche il vantaggio ambientale viene perseguito da operatori che devono necessariamente guardare al portafoglio, e parlando dell’autotrasporto italiano forse più di qualsiasi altra categoria. Noi siamo molto attenti ai costi di esercizio, che con il GNL si abbattono notevolmente grazie al minore costo e al minor consumo”.

Questi camion “hanno un’autonomia di 1.500 chilometri, con il doppio serbatoio criogenico del nostro Stralis 460 cavalli, il nuovo prodotto esposto anche qui a Oil & Non Oil. Siamo leader di mercato non solo perché siamo stati i primi a investire prima di tutti gli altri nel GNL, perché ci abbiamo creduto e continuiamo a crederci, ma anche perché abbiamo un’evoluzione motoristica sia grazie ai nostri motori Fiat Powertrain industrial sia sulla gamma grazie a Iveco”. Lo Stralis nelle varie configurazioni a GNL natural power “è sicuramente il punto di riferimento assoluto per il trasporto sostenibile delle merci. Siamo già a mille mezzi circolanti oggi in Italia a GNL, molti operatori ne stanno già ordinando grazie anche all’incentivo del MIT, 20mila euro per chiunque acquisti un mezzo oltre le 16 ton a GNL- conclude Santori- Il nostro target è arrivare ad altri mille, quindi raddoppiare il circolante GNL entro aprile 2019, quando scadono gli incentivi, ma andremo avanti per tutto il 2019: di fatto il mercato è partito. Anche le infrastrutture di erogazione si stanno sviluppando e siamo ormai a 28 stazioni di servizio”.

Ma oltre al prime mover ci sono nuove realtà che fanno del nostro Paese una realtà all’avanguardia nel settore dei mezzi pesanti a GNL. “I nostri sistemi a GNL sono stati adottati dalla Volvo Trucks con il sistema HPDI (High pressure direct injection technology) di nostra produzione, sono già in commercio e qualche unità già circola sulle strade italiane. Sono stati ammessi, grazie anche all' attività di Assogasliquidi-Federchimica agli incentivi concessi ai veicoli pesanti a GNL, segnala Marco Seimandi, Direttore Vendite di BRC, azienda leader per i sistemi di alimentazione a gas. Sistemi che “rappresentano a oggi un’alternativa interessante per il mercato rispetto ad altri brand con una presenza più storica nel settore heavy duty a GNL”. Una soluzione che fa bene all’ambiente, al sistema energetico italiano “e soprattutto alle tasche della società che usa il GNL nei mezzi pesanti- dice Seimandi- al di là degli effetti ambientali, che sono evidenti, c’è un’economia di gestione importante che nel caso del nostro sistema HPDI vengono ulteriormente accentuate in virtù del fatto che a differenza di altri sistemi consente di continuare a utilizzare il motore diesel con le efficienze energetiche e la coppia tipiche di un motore diesel e non di uno ad accensione comandata”. In sostanza, “a parità di consumo e di caratteristiche del motore si beneficia di una maggiore disponibilità di coppia, cosa che significa minori consumi, carichi più pesanti trasportabili e una flessibilità di utilizzo che altri mezzi non hanno” conclude Seimandi.

Sono oltre 40 le imprese associate ad Assogasliquidi-Federchimica impegnate nel settore del GNL, dalla realizzazione delle infrastrutture fino alla distribuzione alle utenze finali.
Ad oggi in Italia ci sono 25 impianti di distribuzione di GNL per autotrazione, triplicati negli ultimi tre anni, 10 depositi di GNL a servizio di impianti di distribuzione GNC, 19 quelli a servizio di utenze off-grid e 2 depositi di GNL a servizi di due reti canalizzate isolate.
Il 2017 ha poi confermato la crescita della domanda di GNL, attestatasi a circa 30.000 tonnellate, con un aumento del 50% rispetto ai consumi del 2016.

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