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Lun, Nov
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Auto: nuovo crollo a ottobre (-35% sul 2020)

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Il calo del mercato dell’auto italiano si conferma con un nuovo crollo a ottobre: flessione del 35,7 % delle immatricolazioni rispetto al 2020. La perdita ha raggiunto le 360 000 vetture in meno nei primi dieci mesi rispetto allo stesso periodo del 2019.


Le cause

Non aiutano sicuramente un giorno lavorativo in meno rispetto a ottobre 2020, ma soprattutto la persistente carenza di componenti elettronici, che rallenta il flusso delle consegne e che non accenna a diminuire.
La crescita del mercato dell’auto a basse emissioni
Anche grazie agli incentivi per lo sviluppo delle motorizzazioni a basse, bassissime e zero emissioni in ottobre dai mercati emerge una quota del 12% per auto alla spina (BEV al 7% e PHEV al 5%) e per le ibride HEV il 35,2 % in sensibile crescita sul 31,3% di settembre.

Provvedimenti governativi inefficaci

I fondi stanziati dal governo secondo una logica emergenziale, sottolinea Unrae, sono largamente insufficienti. Non sono bastati, ad esempio, i 65 milioni di euro a favore delle vetture della fascia di emissioni 0 – 60 g/km di Co2, esauriti nell’arco di un giorno.
Michele Crisci, presidente dell’UNRAE sottolinea che “gli incentivi per l’Ecobonus debbono essere rifinanziati seguendo una strategia di lungo periodo. Ciò che deve guidare le scelte è una logica basata sulla transizione, sul percorso di decarbonizzazione e sullo svecchiamento del parco circolare.”
In questa situazione, sottolinea ancora l’associazione, desta molta preoccupazione l’assenza nella bozza di Legge di Bilancio di una qualsiasi misura per l’automotive.
“Noi continuiamo a contare sulla manovra finanziaria come strumento idoneo per un intervento strategico di medio periodo secondo le tre direttrici indicate da UNRAE: rifinanziamento dell’Ecobonus; revisione della fiscalità, in particolare per la categoria delle auto aziendali; un piano per lo sviluppo capillare ed omogeneo sul territorio delle infrastrutture di ricarica, con stazioni ad alta potenza nelle autostrade” afferma sempre Michele Crisci.

Analisi della struttura di mercato di ottobre

Tra gli utilizzatori c’è una conferma di quota dei privati al 66%, che perdono oltre 1/3 dei volumi rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Le autoimmatricolazioni perdono circa la metà dell’immatricolato; continua a crescere la quota del noleggio a lungo termine, grazie alla buona performance delle principali società Top a fronte di un forte calo delle Captive.

Sul fronte delle alimentazioni crescono le ibride, anche grazie al contributo degli incentivi e l’offerta di prodotto. Le plug -in mantengono il 5% di quota e le BEV segnano il 7% sul totale rispetto al 4,3% del cumulato. Benzina e Diesel continuano a calare di quota, il Gpl si porta al 7,7% nel mese, il metano scende, invece al 1,4%.

Tra le carrozzerie i SUV salgono al 47, 2% superando le berline al 46%.
Da un punto di vista geografico, il Nord Ovest si conferma leader al 29% di quota, mentre il Nord Est è in calo al 29%. Sono n crescita l’area centrale e meridionale (23,7% e 12,2%), stabili le isole al 5,7%.

Le emissioni medie di CO2 per le nuove immatricolazioni scendono del 12,3 %. L’analisi delle immatricolazioni per fascia di CO2, evidenzia una sostanziale stabilità di quota delle vetture incentivate della fascia 61-135 g/Km al 62,7% del totale e una contrazione per quelle della fascia 0-20 g/Km che insieme alla 21-60 g/Km si posiziona su una share combinata dell’11,7%, per la mancanza di prodotto derivante dalla crisi dei semiconduttori. Recupera mezzo punto la fascia da 136 a 190 g/Km (al 21,2% di quota), in aumento.

Il mercato dell’usato nel mese di ottobre registra invece un forte calo rispetto al 2020.

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