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24
Mar, Set
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Taglio CO2, Italia e gas auto virtuosi

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Secondo dati di Acea, associazione dei costruttori europei di automobili, nei 25 Paesi dell’Unione Europea e dell’EFTA (European Free Trade Association - Associazione Europea di Libero Scambio) presi in esame, le alimentazioni alternative (AVF, Alternative fuels vehicles) nel 2015 registrano oltre 640mila nuove immatricolazioni, più 22% rispetto al 2014.

Il peso sul totale immatricolato è ancora basso, 4,5%, contro il 4 dell’anno precedente. Nel primo trimestre 2016 l’incremento è del 10,7% con oltre 177mila immatricolazioni e una quota del 4,6% sull’intero mercato.

I Paesi più virtuosi sono Norvegia e Italia: in Norvegia sono state vendute 19.094, pari al 51,5% del totale, nuove auto ad alimentazione alternativa, in Italia oltre 53mila, pari al 10,2% del totale.

L’Italia pesa quindi per il 30% di tutte le auto ecofriendly immatricolate in UE-Efta nel 1° trimestre 2016 (era il 38% a gennaio-marzo 2015), seguita da UK (14,5%), Francia (13,1%), Norvegia (10,8%) e Germania (8%).

Il primato del nostro Paese è dovuto soprattutto al mercato di auto nuove alimentate a gas (GPL e metano), che rappresenta l’80% del mercato a trazione alternativa italiano, contro una media europea del 28%, Anfia, associazione nazionale filiera industria automobilistica, rileva che il punto di forza dell’industria italiana è aver sviluppato soluzioni innovative a basso impatto ambientale per la mobilità sostenibile a partire dai sistemi di alimentazione a metano e a GPL. Il restante 20% del mercato a trazione alternativa italiano comprende l’1,6% di auto elettriche e il 18,3% di auto ibride.

Tornando all’Europa allargata, cresce il peso delle auto elettriche sulle immatricolazioni, che passa dal 23,9% del 1° trimestre 2015 al 29,7% del 1° trimestre 2016. Anche le vendite di auto ibride sono in aumento (+29,7%), con una quota del 42,2% (era del 36% un anno fa), mentre il mercato delle auto a gas diminuisce di 1/5, a causa della contrazione delle vendite in Italia (–20,6%), che come abbiamo visto è il mercato più consistente delle auto a GPL e a metano.

È indubbio che le auto a gas hanno avuto un ruolo determinante nell’ulteriore abbassamento del livello medio di emissione di CO2 delle nuove auto vendute nel 2015, pari a 115,1 g/km. Il volume del mercato delle auto a gas ha permesso all’Italia di diventare uno dei paesi più virtuosi dell’Unione e di aver raggiunto già nel 2011 (con 129,6 g/km) l’obiettivo fissato per il 2015 dalla Commissione Europea in termini di emissioni medie di CO2 prodotte dalle nuove vetture vendute (130 g/km).

Venendo ai numeri, nel 2015 le vetture con alimentazione a GPL e metano (più l’E85 flex fuel, ma si tratta di numeri irrisori), immatricolate in UE+EFTA sono state 219.784, con un calo dell’8,3%, dovuto soprattutto al mercato italiano (–6,5%), che come abbiamo già rilevato rappresenta l’83,5% del mercato dell’Unione europea allargata.

Nel periodo gennaio-maggio 2016 le vetture a GPL hanno perso il 20% del mercato rispetto a un anno fa e 2,7 punti di quota, mentre le vetture a metano lasciano il 22% dei volumi e 1,4 punti di quota.

Il mercato ha subito un rallentamento, ma non dimentichiamo che nel 2014 in Europa (vedi grafico) su 253 milioni di vetture il circolante ad alimentazioni alternative rappresentava il 5,5% del totale, di questa quota la quasi totalità – ben il 5,4% – è costituita da GPL e metano.

GPL e metano sono, senza alcun dubbio, le uniche alimentazioni che oggi possono offrire, tutte insieme, doti preziose come risparmio, sicurezza, prestazioni, autonomia, tecnologia, basse emissioni.

Senza contare che nel futuro, a risorse petrolifere quasi esaurite e per rispettare le richieste sempre più stringenti di rispetto dell’ambiente delle istituzioni internazionali, biometano e biopropano costituiranno risorse energetiche rinnovabili di grande interesse, in tutto e per tutto adatte ad essere utilizzate con le tecnologie motoristiche già esistenti per metano e GPL.

 

In Italia l’auto elettrica non piace. Perché?

Secondo Anfia il ritardo italiano rispetto al mercato dei veicoli elettrici è dovuto sia alla scarsa diffusione della rete di rifornimento, sia alla minor percentuale di popolazione urbana rispetto agli altri paesi europei (Italia 68,7%, UK 82,6%, Paesi Bassi 90,5%, Francia 79,5, Germania 75,3, fonte United Nations).

La popolazione non urbana, infatti, è meno propensa all’utilizzo di auto ad alimentazione elettrica a causa della scarsa autonomia. Inoltre, come fanno notare Acea e Anfia, è necessario un ulteriore avanzamento tecnologico in tema di batterie.

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