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Lun, Nov
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PNRR: nuove risorse per promuovere il biometano in agricoltura

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Ripartenza: il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) prevede aree di incentivazione per favorire la sostenibilità ambientale.

Tra queste, risorse specifiche per lo sviluppo della produzione di biometano agricolo.
Questo sancisce il ruolo strategico degli impianti di digestione anaerobica nel potenziamento dell’economia circolare e nel raggiungimento dei target di decarbonizzazione. Abbiamo approfondito il tema con Roberto Salmaso, general manager di Sebigas, player internazionale con 84 impianti nel mondo.

Il Pnrr prevede considerevoli stanziamenti per lo sviluppo del biometano (missione 2, Rivoluzione verde e Transizione Ecologica). Quali saranno i principali vantaggi? Che ruolo gioca il settore agricolo in questo nuovo scenario?
La missione 2 del nuovo PNRR delinea vari ambiti di applicazione: agricolo, ambientale ed energetico. Il Piano non solo prevede l’investimento di circa 1,92 miliardi di Euro per le sole attività di sviluppo del biometano, ma fornisce un concreto supporto all’efficientamento degli impianti e la diffusione delle pratiche agroecologiche. In ambito agricolo è estremamente importante poiché consente alle aziende di rendersi protagoniste nel processo di decarbonizzazione e, allo stesso tempo, di rinnovare processi, pratiche e obiettivi, per andare incontro ad un sistema più efficiente e maggiormente legato alla filiera territoriale.

Quale può essere l’impatto del PNRR sulla filiera e sulle comunità locali e quali effetti può produrre l’impiego di scarti agricoli sull’economia nazionale?
L’Italia è il terzo produttore mondiale di biogas derivante dal settore agroalimentare con ben 2 miliardi di metri cubi prodotti annualmente. Grazie alle misure del PNRR, entro il 2030 sul territorio nazionale si potrà arrivare all’utilizzo del 65% degli scarti zootecnici per la produzione di biogas, e a un incremento della produzione di biometano da 1,7 miliardi di metri cubi a 6,5 miliardi. Dobbiamo essere consapevoli di quanto l’Italia del biometano possa fare per tutti noi, a livello nazionale ma anche globale. In questo modo, il settore zootecnico/agricolo non solo non sarà più considerato come l’”anello povero” del nostro Paese, ma potrà avere le potenzialità per essere vettore di un cambiamento che coinvolge l’intera nazione.

Quanto contribuisce il biogas al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione fissati dall’Agenda 2030? Può favorire l’economia circolare 360° e sostenere una visione ecosostenibile nel lungo periodo?
Il biometano è parte del percorso di transizione energetica ed è protagonista indiscusso nella riduzione dei gas serra. Infatti, può contribuire significativamente al raggiungimento degli obiettivi fissati al 2030 con una quota superiore all’80% di risparmio nella produzione di gas climalteranti.
La produzione di biogas e biometano da processi zootecnici e agroindustriali è una concreta opportunità per l’accelerazione dell’economia circolare e lo sviluppo di modelli di business virtuosi anche nel lungo periodo. Aziende e industrie potranno produrre non solo energia pulita, ma anche migliorare il proprio ciclo produttivo riducendo gli autoconsumi.

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