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22
Mar, Ott
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Biometano, FCA lo sperimenta sulla Panda

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Una Panda Natural Power messa a disposizione da FCA sperimenterà per 80mila chilometri il biometano – biocombustibile che si ottiene da scarti di biomasse di origine agricola, frazione organica dei rifiuti solidi urbani da raccolta differenziata e acque di scarto – sotto l’occhio attento del Centro Ricerche Fiat che valuterà eventuali effetti sul motore.

Il biometano è prodotto dai reflui fognari trattati nell’impianto di Niguarda-Bresso, dove il Gruppo CAP, che gestisce acquedotto, fognatura e depurazione di Milano, sta trasformando i suoi depuratori in vere e proprie bio-raffinerie e punta ad aprire il primo distributore biometano a km zero. Il depuratore di Bresso potrebbe produrre 340 mila chilogrammi di biometano, sufficienti ad alimentare 410 veicoli per 20 mila chilometri all’anno: 8 milioni e 300 mila chilometri, equivalenti a oltre duecento volte la circonferenza della Terra. Il percorso di prova sarà accompagnato dall’hashtag #BioMetaNow, che guiderà l’intera sperimentazione per raccontare sui social tappe e sviluppi del progetto. FCA ha calcolato i benefici ambientali: una Panda a metano ha emissioni del 31% inferiori a quelle del modello a benzina, valore che sale al 57% miscelando al gas naturale il 40% di biometano. In pratica – spiegano – una riduzione d’inquinanti pari a quella ottenuta da una vettura elettrica ricaricata con l’attuale mix energetico europeo. Se – come accadrà nella sperimentazione – la Fiat Panda sarà alimentata al 100% con biometano, la riduzione di emissioni di CO2 potrà raggiungere il 97%: quanto una vettura elettrica rifornita con corrente proveniente per intero da fonti rinnovabili, come l’eolico.

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