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Sab, Feb
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A gennaio nuovo crollo del mercato auto in Europa: -25,7%

Flash News
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Secondo i dati riportati dall’Unrae (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri), il mercato europeo (Unione europea, Regno Unito, Associazione europea di libero scambio) ha perso oltre il 25% delle immatricolazioni nel primo mese del 2021 con 842.835 vetture rispetto a 1.134.898 dello stesso periodo dell’anno precedente, le cause sono da individuare negli impatti negativi delle restrizioni da Covid-19 e nei due giorni lavorativi in meno rispetto al 2020.


Si tratta di una flessione generalizzata che risparmia solo la Svezia e la Norvegia. La Spagna raggiunge infatti un -51,5% rispetto allo stesso mese dello scorso anno con 41.966 unità registrate, la combinazione tra le restrizioni imposte dalla diffusione della pandemia, il blocco causato dalla tempesta Filomena e la fine del piano Renove ha condotto il Paese al peggior calo di immatricolazioni dal 1989. Nel Regno Unito le immatricolazioni di auto nuove hanno subito un crollo dei volumi del 39,5% con 90.249 unità vendute, determinando così l’inizio peggiore dal 1970, mentre la Germania si ferma a 169.754 immatricolazioni da inizio 2021, mai così basse dal 1991, pari al -31,1% rispetto allo stesso segmento del 2020. Grazie agli incentivi della fascia 61-135 g/km, l’Italia limita il calo a un -14%, seguita dalla Francia con un -5,8% e 126.380 autovetture immatricolate nel 2021, a fronte delle 134.229 unità dell’anno scorso.
La crisi di mercato fin qui profilata offre, secondo le parole di Michele Crisci, Presidente dell’Unrae, l’occasione di voltare pagina e di riavviare la necessaria ripresa economica all’insegna dell’economia verde. Il vero ostacolo alla diffusione dei modelli elettrici è indicato da Michele Crisci, non nei produttori, quanto nelle istituzioni pubbliche e in particolare nella mancanza di un’adeguata rete di punti di ricarica per i veicoli.
La recente richiesta comune dei costruttori, degli ambientalisti e dei consumatori europei di un Regolamento UE che fissi gli obiettivi di 1 milione di punti di ricarica entro il 2024 e 3 milioni entro il 2029, con mille stazioni a idrogeno nella stessa data, è secondo Michele Crisci “il punto di partenza indispensabile per fare in modo che ricaricare un’auto elettrica sia facile come oggi fare il pieno di benzina. L’Italia in questo campo è sempre in ritardo rispetto ai Major Markets europei: a gennaio le immatricolazioni di auto full electric e ibride plug-in sono state il 4,7% del totale, ben lontane dal 21,7% della Germania, l’11,6% della Francia e il 13,7% del Regno Unito”. Tale ritardo spinge il Presidente dell’Unrae a indicare al nuovo Ministero della transizione ecologica la necessità di inserire la dotazione di infrastrutture di ricarica tra gli obiettivi primari del Recovery fund.

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