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05
Lun, Dic
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Bio-raffinazione: Eni avvia in Kenya la prima produzione di olio vegetale

Flash News
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Eni ha completato la costruzione dello stabilimento per la raccolta e spremitura di semi oleaginosi (agri-hub) a Makueni, in Kenya, e avviato la produzione del primo olio vegetale per le bio-raffinerie.


L’agri-hub avrà una capacità installata di 15mila tonnellate con una produzione prevista nel 2022 di 2.500 tonnellate.
Claudio Descalzi, amministratore delegato Eni: Il progetto incarna tutti i pilastri dell’approccio di Eni alla sostenibilità. La neutralità carbonica, perché la bio-raffinazione è un elemento importante nel nostro percorso verso le zero emissioni al 2050. L’eccellenza operativa, perché abbiamo concluso i lavori nei tempi previsti, a un anno dall’accordo con il governo kenyota e a sei mesi dall’avvio del cantiere, in totale sicurezza con più di 200mila ore lavorate senza alcun incidente. Lo sviluppo sociale, con benefici in termini occupazionali: abbiamo coinvolto 25mila agricoltori e impiegato fino a 200 persone al giorno nella costruzione del centro. Nel nostro modello di integrazione verticale la coltivazione dei semi è demandata agli agricoltori locali in modo da promuovere l’accesso al mercato garantendo l’accesso alla terra.

L’impianto lavorerà semi di ricino, di croton e di cotone per estrarre olio vegetale, materie prime sostenibili non in competizione con la filiera alimentare perché provenienti da coltivazioni resistenti all’aridità e adatte a crescere su terreni degradati. Inoltre, si produrranno mangimibio-fertilizzanti, derivati dalla componente proteica dei semi, a beneficio delle produzioni zootecniche e alimentari, fornendo un contributo alla sicurezza alimentare. La prima fase del progetto prevede un secondo impianto per raggiungere nel 2023 una capacità complessiva di 30mila tonnellate all’anno di olio vegetale e lo sviluppo delle filiere agricole associate.

È il primo progetto integrato al mondo a inserire l’Africa nella filiera verticale della bio-raffinazione offrendo opportunità di reddito e accesso al mercato a migliaia di agricoltori in aree degradate.

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