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09
Mar, Ago
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Autopromotec 2022: il futuro automotive

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Transizione ecologicaguida autonomadigitalizzazione e avanzamento tecnologico questi i temi della 29esima edizione Autopromotec, rassegna internazionale biennale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, Bologna 25-28 maggio.


Hanno partecipato 1.311 aziende, 31% delle quali provenienti da 46 paesi. Oltre 75mila, di cui il 15% provenienti da 116 paesi, gli operatori, alla scoperta dei prodotti e servizi per ogni comparto del mercato. 
Renzo Servadei, amministratore delegato Autopromotec: è stato tangibile l’entusiasmo del comparto nel reincontrarsi in presenza dopo tanto tempo. Negli ultimi tre anni, il mondo sembrava essersi fermato, ma le aziende non hanno smesso di investire e innovare. Ciò ha portato un enorme avanzamento tecnologico visto sotto ogni aspetto in questi giorni di fiera: i visitatori hanno finalmente toccato con mano le novità annunciate nei mesi scorsi. Un settor sempre più tecnologico e digitalizzato, oltre alle sfide, offre importanti opportunità da cogliere: gli operatori professionali hanno dimostrato di essere ben consapevoli dell’importanza dell’informazione, dell’aggiornamento e della formazione per stare al passo con i tempi. La grande partecipazione registrata ha dato prova che il comparto è già pronto a conquistare le sfide del futuro della mobilità.

DOVE VA L’AFTER MARKET
Grazie all’ampio programma di convegni e workshop di FUTURMOTIVE Talks, organizzato in collaborazione con ICE Agenzia, la manifestazione ha fornito un’analisi dei temi più attuali e rilevanti. A partire da una previsione sull’andamento del mercato nel medio-lungo termine: secondo Nicola Morzenti, partner della società di consulenza Roland Berger, l’aftermarket automotive, a dispetto di altri settori, ha retto bene la pandemia, spinto anche da crescita e invecchiamento del parco circolante: è previsto in crescita nel prossimo quinquennio. 
Ma è stata rilevata, negli ultimi tre anni, una restrizione dei margini dei fornitori del mercato indipendente, anche a causa dei trend macroeconomici: incertezza sui volumi produttivi dovuta alla carenza di microchip, al COVID-19, alla guerra in Ucraina, all’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia. L’elettrificazione rappresenta oggi la sfida principale: le vendite di auto elettriche aumentano, ma l’impatto sul parco circolante è ben più dilazionato nel tempo. 
La digitalizzazione è una opportunità, che a oggi sembra essere principalmente appannaggio dei costruttori. Affinché l’auto connessa possa rappresentare un’opportunità anche per il mercato indipendente, questo deve aver libero accesso ai dati. Ciò che succederà sarà deciso dalle future normative.
La costante ricerca di nuove fonti di profitto spinge i costruttori ad ampliare l’offerta con iniziative quali l’estensione di garanzia oppure la costruzione di propri canali aftermarket per raggiungere nuovi clienti. 
Infine, la resilienza e la profittabilità del mercato aftermarket stanno attraendo anche nuovi player, quali ad esempio le piattaforme e-commerce; in risposta, gli attuali player del mercato indipendente dovranno stringere partnership con il mondo delle flotte, facendo leva sui propri punti di forza, tra cui per esempio capillarità della rete ed estensione della gamma prodotto.

IL CONVEGNO CONCLUSIVO: SFIDE E OPPORTUNITÀ DELL’ELECTRIC CITY
L’ultimo appuntamento convegnistico di Autopromotec, moderato da Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor e aperto da Renzo Servadei, ad della manifestazione, si è occupato di mobilità elettrica. 
Significativo l’intervento dell’On. Gianluca Benamati, tra i sostenitori degli incentivi: Ci sono le condizioni in Italia per portare avanti la transizione alla mobilità elettrica nell’arco dei prossimi anni utilizzando energia prodotta appositamente da fonti rinnovabili. Negli ultimi anni, in una situazione di crisi ci sono state grandi aperture per la filiera dell’auto con l’obiettivo di tenere fede agli impegni presi per la sostenibilità ambientale e di favorire lo sviluppo della filiera automotive: stanziati 12 miliardi fino al 2030, per sostenere il mercato auto tramite incentivi all’acquisto di vetture nuove e rilanciare ricerca e sviluppo di nuove soluzioni e formazione degli addetti del settore. 
All’incontro hanno preso parte alcuni importanti player, a partire da Michele Crisci, presidente di Unrae, che ha fatto il punto sulla transizione ecologica, iniziato prima della pandemia che richiede grandi investimenti industriali: Nei prossimi anni saranno molti i modelli elettrici, con un’offerta sempre più varia in tutti i segmenti di mercato. È necessario che la sostenibilità ambientale si sposi con la sostenibilità economica e sociale e che si prosegua speditamente sulla strada della neutralità tecnologica
Sulla rete di ricarica è intervenuto Marco Belletti, Head of Communications di Free2move eSolutions, che ha sottolineato come si stiano svolgendo importanti sperimentazioni finalizzate a rendere sempre più efficiente la fase di ricarica delle auto elettriche: Ad esempio nello stabilimento di Mirafiori è in corso una sperimentazione promossa da Stellantis e Terna sulla tecnologia del Vehicle to Grid, che grazie all’uso di colonnine bidirezionali consente di utilizzare le auto elettriche momentaneamente in sosta come riserve di energia per assorbire i picchi di consumo della rete. 
È intervenuto poi Luciano Marton, Direttore Generale di Texa, che ha parlato dell’impatto del processo di transizione ecologica sul comparto dell’autoriparazione: Per un meccanico l’arrivo dei veicoli elettrici comporta un mondo di attività e soluzioni specifiche che sono in fase di sviluppo. Nei veicoli elettrici ci sono meno componenti, ma di una complessità superiore rispetto a quelli con motore endotermico. È un falso mito che l’elettrico tolga lavoro alle officine: le elettriche hanno bisogni nuovi e presuppongono una specifica ingegneria della manutenzione. 
La fase recupero e riciclo componenti delle batterie è stata approfondita da Giuliano Maddalena, amministratore delegato del Consorzio Ecopower: Il corretto riciclo può essere gestito solo da filiere controllate
Parte dal raccolto del rifiuto la circolarità delle batterie al litio, che devono essere totalmente scaricate in sicurezza. Poi vengono sottoposte a verifiche scrupolose e alla fine si ottengono batterie riutilizzabili, per esempio, per l’energy storage: una funzione utile nei paesi in via di sviluppo, privi di una rete elettrica strutturata.

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