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Editoriale
web
La rivoluzione americana
Ormai
della crisi dell’industria automobilistica USA e della caduta
verticale delle vendite nel mercato americano se ne parlato fin
troppo. Dopo anni di vacche grasse e di quasi monopolio, almeno
sul loro territorio, i costruttori americani si sono dovuti
scontrare con la realtà della concorrenza internazionale e sulle
diverse abitudini dei consumatori in Usa e nel resto del mondo.
Risultato? Industria americana è sull’orlo del fallimento.
Siamo al punto che alcune banche preferiscono che la General
Motors porti i libri in tribunale perché sperano di guadagnare di
più rispetto a possibili salvataggi industriali o governativi.
Siamo arrivati addirittura all’impensabile: la salvezza del
colosso (o dovremmo dire: ex-colosso?) americano Chrysler si
chiama FIAT…
Bene.
Ciò detto, come pensa la General Motors di far fronte alla crisi
della domanda di auto nuove più ecologiche? La risposta è
sorprendente e si chiama P.U.M.A. (Personal Urban Mobility and
Accessibility), un veicolo elettrico a due posti e due grandi
ruote laterali con tre ruotini stabilizzatori.
Solo
vedere le immagini diffuse si resta sconcertati. Forse il cambio
di rotta verso la mobilità elettrica dipende dal fatto che
General Motors dovrà ritirare circa 1,5 milioni di auto perché
hanno il sistema di alimentazione difettoso? Forse pensano sia il
caso di passare dai grandi SUV ai bi-posto è perché ritengono
che i futuri automobilisti americani saranno, a causa della crisi,
oltre che senza casa anche “senza famiglia”? Cosa è passato
per la mente degli strateghi USA non ci è dato di sapere.
Possiamo solo ritenere che c’è una grande paura, una grande
confusione e una sconcertante improvvisazione. No signori, non sarà
questa la risposta alla mobilità urbana del futuro.
In
Italia invece la confusione in testa l’aveva un parlamentare
governativo che è riuscito, con un emendamento, a togliere gli
incentivi a gran parte delle trasformazioni after market a
GPL o metano. Inoltre, essendo stati annunciati a gennaio i nuovi
incentivi per la trasformazione a gas per tutte le auto e con
grande soddisfazione di tutti, governati e governanti, adesso
qualcuno dovrà forse restituire dei soldi, altri non potranno
fare il collaudo e quasi tutti penseranno che il governo prima
promette poi non mantiene. Non vogliamo infierire sul povero
parlamentare disinformato, ma la frittata è stata grande e sarà
difficile rimediare. Nell’interno del giornale potrete leggere
maggiori particolari, ma tutti hanno detto che è stato un errore
di percorso e si porrà rimedio fra breve con un provvedimento ad
hoc. Speriamo, altrimenti andremo tutti con il PUMA. È
una minaccia, non una promessa.
Ugo Nazzarro
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al direttore:
direttore@ecomobile.it
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N. 82 Mar - Apr. 2009
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