Editorial web
Editorial in English
Alcuni
Luoghi comuni
Spesso autorevoli fonti – vedi il mensile Auto di Giugno -,
parlano e scrivono in merito a GPL e metano con una supponenza
che rasenta l’irrisione. Quasi fosse colpa del GPL o del metano
se non si vendono abbastanza auto diesel o a benzina: le prime
veramente ecologiche e le seconde solo frutto di mancata
lungimiranza industriale che, 30 anni fa, ha privilegiato il
motore a benzina rispetto al diesel.
Il gas per auto, invece, secondo taluni (ormai in verità pochi)
è al limite della truffa economica-ecologica e viene utilizzato
solo grazie a “giunte verdastri” o istituzioni “acquiscenti”
che sfruttano l’utente automobilista come fosse un gonzo
incapace di intendere e di volere.
Non è ovviamente così e basterebbero le, corrette, valutazioni
economiche sul consumo – che le stesse fonti giornalistiche
producono - per mettere le cose a posto. Oggi stona davvero il
logoro ritornello che da tempo vuole far passare chi usa le auto
a gas come povere persone che non usano la testa e comprano o
trasformano le auto a gas solo perché sono “alla canna del
gas”, tanto per stare in tema.
Tra l’altro, se proprio vogliamo parlare di bilancio energetico
ambientale – che è l’unico argomento serio da mettere in campo
per parlare di prospettive - in Francia tra non molto dovranno
bruciare il GPL
perché
i consumi domestici e civili si sono drasticamente abbassati e
la produzione dovrà essere riversata sull’uso autotrazione.
Poi, con buona pace degli “attenti osservatori”, le strategie di
tutti i maggiori costruttori mondiali sono di mantenere il
diesel solo per motorizzazioni grandi. Sui motori piccoli, in
passato anche diesel, si passa alla benzina turbo: se il diesel
godeva del cosiddetto “fun-to-drive”, grazie alla coppia
a bassi regimi, oggi grazie ai turbo dei motori benzina non ci
sono differenze di guidabilità col diesel, anche con la
conversione a gas.
Invece di denigrare gli avversari – lasciando questo deplorevole
esercizio alla competitività politica - sarebbe meglio
serenamente riconoscere il fatto che “per fortuna in Italia è
solida la tecnologia del gas per auto”. Ha salvato
l’industria e il commercio dell’auto - e il suo indotto - dal
blocco totale, così come le stesse fonti evidenziano; ha
consentito di far risparmiare ogni mese qualche centinaio di
euro a molte famiglie, somme che sono state dirottate su altri
consumi a beneficio di tutta l’economia; consente la
sopravvivenza di un comparto tecnologico d’eccellenza - made
in Italy – che il mondo ci invidia.
Si comprende la foga con la quale
i pro-diesel promuovono un prodotto da loro
particolarmente amato, si comprende meno l’antipatia generale,
quasi invidia, che taluni hanno per il successo del gas per
auto. Sarebbe più utile e più professionale un maggiore
equilibrio di giudizio verso coloro i quali, a parità di
condizioni, si adoperano affinché ci sia meno inquinamento
urbano e qualche soldo in più nelle tasche della gente.
Ugo Nazzarro
Se avete commenti
o volete scrivere al direttore, usate:
direttore@ecomobile.it
|