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02
Lun, Ago
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Gennaio-Maggio: economia in ripresa ma auto in calo del 25%

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La pandemia sembrerebbe allentare la sua morsa e le prospettive economiche dell’Europa Occidentale migliorano, ma per il settore automobilistico è sempre allarme rosso.


Dai dati diffusi oggi dall’Acea emerge che nei primi cinque mesi del 2021 le immatricolazioni di autovetture sono aumentate del 31,1% rispetto allo stesso periodo del 2020 che era stato penalizzato fortemente dai vari lockdown. Se però il confronto lo si ha con il periodo corrispondente dell’anno precedente, cioè il gennaio-maggio 2019, si riscontra un calo di ben il 25% e a ciò si aggiungono anche le prospettive per i prossimi mesi, come possiamo immaginare sono particolarmente delicate.

La pandemia ha colto il settore dell’auto proprio nel bel mezzo della fase iniziale della difficile transizione verso l’auto elettrica con la conseguenza che cresce l’interesse verso le elettriche che beneficiano ovunque di incentivi generosi, ma i risultati complessivi delle vendite di auto sono ancora fortemente condizionati dagli acquisti di modelli tradizionali che hanno un ruolo assolutamente fondamentale per sostenere i bilanci delle case automobilistiche e porle in condizione di continuare ad investire sull’elettrico. Non a caso tra i cinque maggiori mercati dell’area quello che, nel confronto con il 2019, accusa la contrazione più contenuta, è proprio il mercato italiano che, nella seconda parte del 2020 e nei primi mesi del 2021, accanto ad incentivi molto generosi per le soluzioni elettriche, sono stati adottati incentivi anche per sostenere gli acquisti di vetture con alimentazioni tradizionali, ma con emissioni contenute entro la soglia dei 135 gr/km di CO2.

Nei cinque maggiori mercati dell’Europa Occidentale, nel gennaio-maggio 2021, a fronte della contrazione del 19,3% dell’Italia, possiamo notare infatti cali del 22,7% in Francia, del 27,6% in Germania, del 30,8% nel Regno Unito e del 35,9% in Spagna. La situazione italiana è migliore, dunque, rispetto a quella degli altri paesi europei, tuttavia – sottolinea Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – lo stanziamento per gli incentivi all’acquisto di auto con alimentazioni tradizionali con emissioni comprese tra 61 e 135 gr/km di CO2 che avrebbero dovuto durare per l’intero primo semestre 2021, si è esaurito l’8 aprile e in mancanza di un rinnovo per i mesi che mancano per arrivare alla fine del 2021 è lecito prevedere un crollo delle immatricolazioni che striderà fortemente con il quadro economico generale che è in buon recupero.

Come il Centro Studi Promotor ha più volte sottolineato, occorre dunque che, in sede di conversione in legge del Decreto Sostegni-bis, si introducessero nuovi incentivi per l’acquisto di auto tradizionali con emissioni non superiori a 135 gr/km di CO2 e ciò per far sì che anche l’auto dia un contributo allo sforzo che il Paese sta facendo per lasciarsi alle spalle i guasti della pandemia.

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