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04
Gio, Giu
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Pubblichiamo il numero 141 di Ecomobile proprio mentre ci troviamo nel pieno dell’emergenza coronavirus, situazione che mai avremmo immaginato fino a poche settimane fa e che avrà ripercussioni su ogni settore, automobile e ambiente compresi.

La nuova Fiat Panda ibrida e la Fiat 500 con la stessa alimentazione sono state presentate alla stampa internazionale presso FICO Eataly World a Bologna, il parco tematico dedicato alla biodiversità agroalimentare italiana.

La Commissione UE ha presentato il Green deal europeo, tabella di marcia con azioni per stimolare l’uso efficiente delle risorse, grazie al passaggio a un’economia circolare e pulita, arrestare i cambiamenti climatici, mettere fine alla perdita di biodiversità e ridurre l’inquinamento.

È così che ci auguriamo si sciolgano certe proposte che abbiamo ascoltato stupiti, augurandoci che le conseguenze di questo surriscaldamento possano alimentare un po’ di sano ambientalismo e di certo non le scelte per un Green New Deal che medita il Governo.

L’anno si apre con un provvedimento parziale e poco incisivo. Considerazione, questa, difficilmente attaccabile. L’auto ecologica, intesa come concetto, si è vista recapitare un provvedimento di incentivazione che per varie ragioni non può che essere irrilevante.

Sul parco circolante – presente e futuro – si reggono i bilanci degli Stati. Non è un’affermazione assurda: secondo le elaborazioni Acea, Associazione europea dei costruttori di automobili, nell’Europa a 15 (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito, escludendo cioè i paesi entrati dopo il 1995) la tassazione sui veicoli a motore vale 413 miliardi di euro all’anno, circa tre volte il bilancio totale della UE. 

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