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Mer, Mag
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Metano: grido d’allarme

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Assogasmetano, FedermetanoNGV Italy, associazioni rappresentative del settore della mobilità a gas, anche rinnovabile, hanno inviato una lettera congiunta, firmata dai rispettivi presidenti Flavio Merigo, Dante Natali e Mariarosa Baroni al presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi e ai ministri dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e della Transizione Ecologica Roberto Cingolani per rappresentare ancora una volta al Governo la situazione di estrema difficoltà che il settore sta attraversando, dovuta alla crescita incontrollata dei prezzi del gas che in generale il Paese sta vivendo

Un settore di eccellenza a livello europeo e internazionale, si legge nella missiva, e che presenta enormi opportunità per contribuire al processo di decarbonizzazione
Nel nostro Paese sono in esercizio oltre 1.500 stazioni di rifornimento di CNG e 110 di LNG che erogano già oggi il 30% di biometano, il quale potrebbe arrivare a coprire il 25% dei consumi del trasporto su gomma. 
Circolano in Italia oltre 1 milione di veicoli a metano, circa 2.000 camion a CNG, 3.800 a LNG e 5.000 autobus, utilizzando il 30% di biometano quindi contribuendo fattivamente alla riduzione delle emissioni del settore trasporto.

IN GIOCO LA SOPRAVVIVENZA
Questa rete di distribuzione – proseguono – realizzata in decenni di investimenti e sviluppatasi notevolmente negli ultimi anni grazie alla Direttiva DAFI e alla sua attuazione nazionale, e tutto il settore industriale collegato stanno già subendo danni ingenti e, in diversi casi, rischiano di non sopravvivere all’aumento incontrollato del prezzo del gas.
Le associazioni ricordano poi che il gas naturale per autotrazione (CNG/LNG) opera nel mercato dei carburanti e ne segue le regole di concorrenza, confrontandosi quotidianamente con i prodotti petroliferi. Alle attuali quotazioni internazionali metano e biometano non hanno margini di economicità rispetto ai carburanti tradizionali. 
Questa situazione colpisce una fascia di utenza che ha scelto il metano, oltre che per le sue proprietà ambientali, anche per la sua economicità: specialmente le famiglie a basso reddito. Inoltre, dato il forte impulso verso una mobilità sostenibile e il forte sviluppo del mercato LNG, lo stesso fenomeno penalizza le imprese di trasporto che negli ultimi anni hanno acquistato mezzi pesanti a gas naturale per sostituire veicoli altamente inquinanti, interrompendo il virtuoso processo di rinnovo delle flotte. Con ricadute anche evidenti sui costi di logistica per il trasporto e ripercussioni sui prezzi delle merci
Dapprima nel decreto-legge Salva bollette, quindi in Legge di bilancio, il Governo ha posto in atto una riduzione dell’IVA al 5% per le somministrazioni di gas per usi civili e industriali, escludendo da questa agevolazione l’uso autotrazione. In mancanza di soluzioni concrete e immediate, a breve molti impianti di distribuzione saranno costretti a chiudere, con il conseguente rischio di desertificazione di una filiera di oltre 20 mila posti di lavoro.

UN TAVOLO TECNICO DI SETTORE
Alla luce di quanto sopra – conclude la nota – chiediamo con urgenza l’apertura di un tavolo tecnico di settore, nell’ambito del quale Istituzioni e operatori della filiera possano concertare un percorso condiviso per superare l’emergenza attuale, e per attuare un programma di valorizzazione della mobilità a gas, in particolare rinnovabile, come strumento immediatamente disponibile, ma da potenziare, per una decarbonizzazione dei trasporti.

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