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17
Mar, Set
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Cécile Nourigat, Autogas Manager di AEGPL

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L’Italia ospita il 29° World LPG Forum & 2016 AEGPL Congress. In vista di questo importantissimo evento abbiamo rivolto alcune domande a Cécile Nourigat, manager per il settore autotrazione di AEGPL, associazione europea che riunisce gli organismi nazionali che rappresentano gli operatori del Settore GPL (gas di petrolio liquefatto).

La giovane francese viene da una significativa esperienza maturata occupandosi di tematiche legate all’ambiente, al clima e all’energia. In AEGPL Nourigat promuove l’ecologico carburante presso le istituzioni europee e una larga platea di portatori di interesse, come i costruttori di automobili.

Quali sono gli obiettivi di AEGPL per il GPL Auto?
La missione di AEGPL è quella di impegnarsi con i decisori dell’UE e la comunità politica più ampia al fine di accrescere il contributo che il GPL – come carburante pulito per i trasporti – può dare per soddisfare le sfide dell’Europa in tema di mobilità e ambiente. Il nostro obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sul GPL auto e sui suoi benefici. Raccogliamo dati scientifici e ricerche accademiche per sostenere le nostre azioni di advocacy. Il nostro obiettivo è ottenere un quadro politico e normativo ottimale per lo sviluppo del mercato del GPL auto in tutta Europa.

Quanti veicoli a GPL circolano in Europa e quali sono i Paesi più promettenti per la sua diffusione?
Secondo il nostro ultimo rapporto, alla fine del 2015 circolavano circa 14,7 milioni di veicoli a GPL sulle strade europee (UE + 7). Anche l’infrastruttura è cresciuta, raggiungendo un totale di 46.000 punti di rifornimento. Nella sola Italia, contiamo 2,14 milioni di veicoli a GPL. È difficile prevedere quali paesi siano i più promettenti per il futuro, in quanto lo sviluppo del GPL rimane profondamente connesso con incentivi statali e fiscalità, così come ad altri fattori esterni quali il prezzo dei carburanti tradizionali. Negli ultimi cinque anni, la crescita maggiore si è verificata in Grecia, Spagna, Ucraina e Moldavia, con incrementi anche nei mercati già maturi come Italia, Polonia e Turchia. Direi che i paesi del sud e dell’est Europa sono i mercati più promettenti per il GPL. Ma il GPL può crescere anche in altre parti d’Europa, in quanto vediamo un rinnovato interesse per il prodotto a causa delle crescenti preoccupazioni per la qualità dell’aria e la necessità di trovare alternative ai veicoli diesel in seguito allo scandalo Dieselgate.

Direttiva DAFI. Il GPL è citato come combustibile alternativo ma non ha un proprio quadro strategico. Qual’è la vostra posizione?
Il GPL viene definito come combustibile alternativo nella direttiva DAFI: è un segnale molto importante. La normativa afferma che “l’infrastruttura del GPL è relativamente ben sviluppata, con un numero significativo di stazioni di rifornimento già presenti nell’Unione”. Pertanto non vi è necessità di fissare obiettivi per il suo sviluppo come per altri carburanti alternativi in ritardo. L’industria del GPL ha investito molto nello sviluppo della rete di rifornimento, non vediamo ciò come ostacolo per l’espansione della flotta GPL. Tuttavia, anche perché il GPL è nel campo di applicazione della direttiva, gli Stati membri sono invitati a riferire in merito all’evoluzione di questo mercato e ad impostare obiettivi per lo sviluppo del GPL. È chiaramente indicato negli orientamenti della Commissione Europea per quanto riguarda le politiche nazionali che i paesi dell’UE devono adottare in attuazione della normativa. Speriamo di vedere ambiziosi obiettivi e incentivi di accompagnamento per il GPL auto in molti paesi europei.

Dieselgate: avete condotto dei test sulle reali emissioni dei veicoli a GPL (real driving emissions)? Quali sono i risultati?
Sulla scia del Dieselgate, l’industria del GPL in modo proattivo e volontariamente ha effettuato una serie di test su strada di auto a GPL. Noi crediamo nel nostro prodotto e quindi abbiamo voluto portare nuove prove delle sue prestazioni ambientali in condizioni reali. Tra il 2015 e il 2016, insieme alle associazioni francese CFBP e tedesca DVFG, AEGPL ha commissionato ad esperti indipendenti dell’Università di Scienze Applicate di Saarbrücken, in Germania, e della società di consulenza di ingegneria V-Motech in Francia, test su cinque modelli di auto di diverse marche, in stretta conformità con quelli di recente adozione UE sulle emissioni in condizioni reali di guida. I risultati ci mostrano che i veicoli a GPL, anche i più anziani convertiti, permettono di ottenere una significativa riduzione di NOx e di particolato quando confrontati con gli equivalenti a gasolio e a benzina. Le linee guida sulla qualità dell’aria dell’OMS identificano chiaramente le emissioni di NOx e particolato dai trasporti come cause di effetti negativi sulla salute. Inoltre, le auto a GPL consentono una riduzione della CO2 del 10-20% rispetto agli equivalenti modelli a benzina, aiutando l’Europa a raggiungere i suoi obiettivi di contrasto al cambiamento climatico.

Qual’è lo stato dell’arte riguardo alla produzione di GPL bio?
Poiché condividono la stessa struttura molecolare, bioLPG e GPL convenzionale mostrano benefici simili in termini di gas serra e di emissioni inquinanti a livello di combustione. Il bioLPG permette un notevole risparmio di emissioni CO2 nella fase di produzione, in quanto proviene da risorse rinnovabili. Il biopropane o bioLPG può essere prodotto con diverse tecnologie, come risultato di processi termici e chimici. I volumi commerciali di biopropano che sono o saranno molto presto disponibili provengono prevalentemente dalla produzione di biodiesel HVO, (ovvero dal trattamento di oli vegetali, ndr). Il BioLPG classificato come co-prodotto dalla produzione di biodiesel HVO può consentire di ottenere un risparmio di gas serra fino all’86%, a seconda della materia prima. Va notato che questi valori di riduzione di gas serra aumenteranno quando la produzione di biopropano si sposterà verso l’impiego di scarti e/o di processi produttivi ottimizzati. Un altro vantaggio significativo è legato all’uso intelligente ed efficiente delle risorse rinnovabili indigene, che riduce le necessità per l’UE di importare energia. I volumi di produzione di bioLPG cresceranno nei prossimi anni, una grande opportunità per migliorare ulteriormente il profilo ambientale del GPL.

A cosa state lavorando in questo periodo?
Sono impegnata con la preparazione del 2016 World LPG Forum e AEGPL Congress, che si svolge il 16 e 17 novembre a Firenze. È il principale evento globale sul GPL, che riunisce dirigenti e CEO di grandi aziende del settore, ministri e alti rappresentanti delle principali organizzazioni intergovernative. Unendo le forze, le due associazioni (WLPGA e AEGPL, le associazioni mondiale ed europea del GPL, ndr) sono in grado di mobilitare l’intero settore GPL e garantire un pubblico di oltre 2.000 persone per l’evento globale, che comprende conferenze e una esposizione. All’interno del convegno, abbiamo una sessione incentrata sull’uso del GPL come carburante per il trasporto, durante la quale membri dell’industria automobilistica, del settore della produzione di attrezzature, autorità e distributori di GPL condivideranno le prospettive sulle opportunità e le sfide del GPL auto. La mostra comprende un villaggio Autogas, in mostra i veicoli a GPL di diverse marche. Siete tutti invitati, spero di vedervi a Firenze!

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