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Lun, Gen
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Politica
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Il Consiglio dei Ministri approva il dlgs di recepimento della direttiva
Combustibili alternativi per i trasporti, chiave di volta della mobilità sostenibile.

Per sviluppare le infrastrutture necessarie, prevedendo un impiego programmato di risorse private e pubbliche, è stata emanata ad ottobre 2014 la Direttiva 2014/94/UE del Parlamento e del Consiglio Europeo nota come Direttiva DAFI, deployment of alternative fuels infrastructure. Obiettivo, ridurre al minimo la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale. La direttiva stabilisce requisiti minimi per la costruzione dell’infrastruttura per i combustibili alternativi, inclusi i punti di ricarica per veicoli elettrici e i punti di rifornimento di gas naturale (GNL, gas naturale liquefatto e GNC, gas naturale compresso, che alimenta già la rete e le auto) e idrogeno, da attuarsi mediante i quadri strategici nazionali degli Stati membri, nonché le specifiche tecniche comuni. L’elettricità, l’idrogeno, i biocarburanti, il gas naturale e il gas di petrolio liquefatto (GPL) sono stati identificati come i principali combustibili alternativi con potenzialità di lungo termine in termini di alternativa al petrolio, anche alla luce del loro possibile utilizzo simultaneo e combinato mediante, ad esempio, sistemi che impiegano la tecnologia a doppia alimentazione.

Il suo recepimento deve avvenire entro il 2016: il Consiglio dei Ministri del 15 settembre ha dato l’ok (in esame preliminare) al decreto legislativo. Per Gilberto Dialuce, direttore generale Direzione per la sicurezza dell’approvvigio-namento e le infrastrutture energetiche del Ministero Sviluppo Economico, il testo del decreto potrà essere definitivamente approvato entro metà novembre.

Quattro le fonti oggetto del dlgs, che fornisce, oltre ai quadri strategici, gli standard che carburanti alternativi e relative strutture di rifornimento dovranno rispettare dal 2017: GPL, metano (GNC, biometano compreso e GNL), idrogeno, elettricità. Dalle anticipazioni non ci sono incentivi in vista, ma varie misure volte allo sviluppo (inutile nasconderlo, ci aspettiamo di più, soprattutto per il GPL!) e alla comunicazione agli utenti.

Il Consorzio Ecogas, rappresentativo dei settori del GPL e del metano auto, ha espresso soddisfazione per il provvedimento, che sancisce una volta di più la necessità di un adeguato accesso a tutti i carburanti alternativi. In vista dei successivi passaggi parlamentari il Consorzio Ecogas ha già presentato alcune proposte al Ministero dell’Ambiente.

Nello specifico – ha dichiarato il presidente Alessandro Tramontano – l’introduzione di un’esenzione pluriennale dal pagamento della tassa automobilistica per i veicoli più ecologici e l’allargamento a tutti i combustibili alternativi dell’obbligo, per le flotte pubbliche, di dotarsi di una quota del 25% di mezzi a basso impatto ambientale.

Il decreto – conclude Tramontano – contiene anche un esplicito riferimento alla diffusione della nautica a GPL un utilizzo che promuoviamo da tempo, tanto che seguiamo da anni lo sviluppo della normativa a livello europeo.

Una nota positiva, che dovrebbe fare chiarezza sulle limitazioni al traffico: con propri provvedimenti gli enti territoriali nelle aree a traffico limitato devono consentire la libera circolazione dei veicoli alimentati a combustibili alternativi: elettricità, idrogeno, GNL, GNC e GPL, oppure una loro combinazione, escludendoli dai blocchi anche temporanei della circolazione.

 

RSE - Ricerca sul Sistema Energetico

SpA del Gruppo GSE che sviluppa attività di ricerca nel settore elettro-energetico, ha il compito di coordinare il gruppo di lavoro, organizzare contenuti, identificare il mix di vettori e tecnologie in grado di rispondere alla necessità di decarbonizzazione del settore mobilità e contribuire alla definizione delle politiche normative e industriali. Il Consorzio Ecogas tra le Associazioni presenti ha presentato una memoria basata sulla ricerca Green economy e veicoli stradali: una via italiana, realizzata dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, nella quale vengono esaminate le importanti ricadute ambientali ed economiche dello sviluppo del settore dell’autotrazione a gas.


La Road map tecnologica

Si è tenuto il 21 luglio presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri l’incontro presieduto dal Vice Segretario Generale Raffaele Tiscar sul tema della Mobilità Sostenibile in Italia, per fare il punto su stato dell’arte e sviluppi futuri. L’obiettivo della consultazione è definire una Road map tecnologica della mobilità che possa essere utilizzata dal decisore politico come strumento di supporto tecnico. Il documento da mettere a punto parte dalla direttiva DAFI sui carburanti alternativi per poi individuare le filiere industriali presenti in Italia, i futuri modelli di business per la distribuzione dei diversi vettori e i costi e benefici (economici, energetici, ambientali) legati all’incentivazione, all’acquisto e all’utilizzo degli autoveicoli. È stata consultata una prima traccia della Road Map, da integrare grazie alle argomentazioni che i vari attori hanno poi inviato. Secondo le intenzioni, una bozza è attesa per metà ottobre, in vista dell’approvazione della legge di Stabilità, dove potrebbero essere inserite le misure individuate.

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