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Ven, Giu
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UE: benefici del taglio CO2 anche su ibride a gas

Tecnica
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Con la pubblicazione della Decisione di esecuzione 2021/488 del 22 marzo la Commissione europea ha esteso il sistema premiante sul calcolo della CO2 anche alle auto e ai veicoli commerciali leggeri dotati di alternatori ad alta efficienza (ibridi leggeri o mild hybrid) alimentati a metano e GPL sia mono che bi-fuel.

La decisione, presa su specifica richiesta dei costruttori auto, pone fine a uno stato di fatto che penalizzava i modelli a gas, impossibilitati ad usufruire dei benefici dell’elettrificazione dei quali potevano avvalersi soltanto le auto benzina e diesel.

NUOVI VANTAGGI

Le ricadute avvantaggeranno gli acquirenti di queste nuove auto che, all’economicità al basso impatto ambientale e alla disponibilità sul territorio nazionale dei gas, vedranno aggiungersi i vantaggi dell’ibrido nella riduzione dei consumi. La combinazione delle tecnologie amplierà l’offerta di nuovi modelli e la possibilità di scelta del consumatore finale. La Decisione della Commissione Europea rappresenta una ottima opportunità per l’industria nazionale, leader mondiale nella costruzione di componentistica per i carburanti gassosi – commenta Andrea Arzà, presidente Assogasliquidi- Federchimica – perché consente di affermare ancora una volta il valore e la flessibilità di queste alimentazioni alternative anche in combinazione con la sempre più frequente ibridizzazione dei nuovi veicoli. È un ulteriore riconoscimento del contributo che i prodotti gassosi offrono alla mobilità sostenibile.

ASSOGASLIQUIDI CHIEDE INCENTIVI PER IL RETROFIT

E se la novità riguarda il mercato delle nuove auto – prosegue – abbiamo di recente rinnovato al Governo ed al Parlamento la nostra proposta di un piano nazionale di sostegni pari a 600 euro per il retrofit GPL e di 900 euro per quello metano: una misura che, a fronte di un investimento triennale di circa € 300 milioni, permetterebbe di convertite a gas (metano e GPL) un potenziale di 495mila veicoli euro 4 e 5 a benzina e diesel, con una riduzione di oltre 7 tonnellate di ossidi di azoto e di circa 90mila tonnellate di CO2 nei tre anni considerati e una riduzione annua di circa 30mila tonnellate di CO2 e di oltre 2,5 tonnellate di ossidi di azoto negli anni a seguire.

CI SAREBBE ANCHE UN RITORNO FISCALE
Senza considerare, sottolinea ancora Assogasliquidi, i vantaggi per il settore industriale italiano e per le autofficine e un ritorno – in termini fiscali – che compenserebbe l’investimento complessivo, riducendolo a soli 145 milioni di oneri netti per lo Stato. In questo modo, si darebbe la possibilità di poter circolare con veicoli più performanti dal punto di vista ambientale, consentendo contemporaneamente un ampio risparmio alle famiglie che oggi non possono permettersi di acquistare una nuova auto, neanche con gli incentivi.

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