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06
Gio, Ago
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A Roma energie, carburanti e servizi per la mobilità

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11 e 12 ottobre, Palazzo dei Congressi di Roma, 12ª edizione di Oil&nonoil-Stoccaggio & Trasporto Carburanti.

Dopo l’edizione di Verona nel 2016 negli anni dispari la manifestazione torna all’Eur, cuore dell’oil district italiano, coniugando la posizione strategica, a breve distanza da ministeri e associazioni di settore e facilità di collegamento per gli operatori.

L’ultima edizione romana aveva registrato numeri significativi – 2.300 operatori, 900 presenze in 25 convegni, 104 espositori – che gli organizzatori contano di confermare.

La manifestazione si è rivelata punto di riferimento per il mondo della distribuzione carburanti tradizionali e non solo: da anni abbraccia anche le energie alternative – elettrico, idrogeno, GNL oltre a GPL e metano compresso – che guadagnano spazio in forza di una mobilità sempre più votata alla sostenibilità ambientale.

Diego Valsecchi, direttore commerciale di Veronafiere SpA: Oil&nonoil nel 2008 ha sviluppato uno specifico segmento dedicato ai carburanti alternativi, in particolare metano compresso, Gpl, Gnl, elettrico. La manifestazione è un momento di confronto tra i diversi operatori e fra questi e le istituzioni. Teniamo il passo del settore, ma abbiamo gli occhi puntati sul futuro, vogliamo essere la vera grande piazza in cui domanda di tecnologia e offerta di innovazione si incontrano e creano progetti di utilità generale.

Proprietari di stazioni di servizio, compagnie petrolifere, operatori dell’extrarete e del trasporto carburanti, GDO, gestori e fleet manager trovano a questa fiera risposte e spunti per migliorare il business e conoscere meglio il mercato.

Con Oil&nonoil – spiega Elena Amadini, vice direttore commerciale Veronafiere – presidiamo un comparto strategico come quello della filiera distributiva dei carburanti. Un settore che conta 22mila impianti in Italia, caratterizzato da una profonda riorganizzazione favorita anche dall’innovazione tecnologica. La nostra manifestazione, quindi, si pone come un evento b2b, in grado di interpretare l’evoluzione del settore e tutti i grandi temi collegati all’uso delle energie per la mobilità di persone e merci.

Molto ricco il calendario di appuntamenti del programma di Formazione e informazione che affianca l’esposizione, al centro la trasformazione della rete e i protagonisti, vecchi e nuovi che si muovono lungo la filiera distributiva. Il settore dei carburanti è inevitabilmente toccato da questioni economiche, sociali e ambientali: dalle scelte internazionali delle major oil ai nuovi modelli di business dei retisti, dalle difficoltà della categoria dei gestori delle stazioni di servizio al fenomeno dell’illegalità.

Al convegno di apertura in calendario l’11 ottobre alle 10 è assegnato il compito di analizzare i mutamenti degli ultimi dieci anni, descrivere i protagonisti della fase attuale e fornire ipotesi e indicazioni su quali potranno essere le forme distributive del futuro. La mobilità con carburanti alternativi è al centro di altri appuntamenti, in particolare di quello, organizzato da Assogasliquidi, incentrato sul Gnl (Gas naturale liquido). Al metano autotrazione è dedicata una tavola rotonda in cui associazioni ed esperti analizzano il calo delle vendite di auto a metano e le ripercussioni negative sull’erogato, anche quello in discesa. Proprio quando, dopo anni di sforzi, la rete distributiva raggiunge buone dimensioni e copre buona parte del territorio.

 

UN SETTORE STRATEGICO E COMPLESSO

Quasi 22.000 le stazioni di servizio italiane. Il 50% di proprietà delle compagnie petrolifere e l’altra metà di imprenditori privati, pompe bianche, impianti convenzionati e Grande distribuzione: un mondo  variegato, che va dai grandi retisti con decine di stazioni ai possessori di singoli impianti, da reti medio piccole a punti di rifornimento della GDO, che vantano tuttavia altissimi erogati.

In questo quadro la tendenza dei proprietari di stazioni ad occuparsi direttamente della gestione della propria rete è confermata dalle quasi 4.000 stazioni che operano con marchi indipendenti.

Compagnie e retisti operano in una situazione di mercato complessa in cui si combinano un calo dei consumi – nonostante alcuni segnali di ripresa – e un tasso di profittabilità medio assottigliato, con erogati medi in discesa. In attesa di provvedimenti legislativi, la rete si sta comunque gradualmente auto-ristrutturando. Obiettivi prioritari degli operatori più organizzati e dinamici sono il consolidamento della posizione competitiva e un progressivo miglioramento dell’offerta ai consumatori da raggiungere anche con lo sviluppo di attività non oil. In particolare il servizio bar, che è oggetto di uno dei convegni di Oil&nonoil S&TC, ha il potenziale per essere una proficua fonte di ricavi, a patto di non improvvisare.

 

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