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19
Mar, Ott
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Transizione, un costo

Editoriali
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Un concetto sempre più chiaro.

Il progressivo esaurimento delle risorse del pianeta accompagnato alla necessità di cambiare passo e direzione verso le emissioni zero avrà un costo salato per tutti. Da tempo i campanelli d’allarme sono numerosi.
Impennata dei prezzi di energia elettrica e gas, nonché dei materiali necessari al settore edilizio, crisi cinese della casa in arrivo, scarsità di materie prime, corsa al litio e al cobalto, guerra dei microchip, componenti automotive non pervenuti…
Notizie che ancora facciamo fatica ad incasellare, ma abbiamo già capito che qualcosa sta cambiando.
Fondamentale e urgente il ruolo della politica: per mitigare gli effetti negativi su imprese e cittadini e per studiare riforme in grado di accompagnare la società lungo il percorso della transizione.
Dopo Fit for 55, pacchetto climatico adottato il 14 luglio dalla Commissione europea che prevede la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 55% rispetto ai livelli 1990, con l’obiettivo di arrivare alla carbon neutrality entro il 2050, è stato il momento del summit virtuale su clima ed energia promosso da Joe Biden, mentre dal 31 ottobre al 12 novembre Glasgow ospita la Cop26, la conferenza ONU dove ci si aspetta che quasi 200 nazioni annuncino tagli delle emissioni più ambiziosi di quelli fissati precedentemente per evitare il surriscaldamento del pianeta.
Dobbiamo considerare – ha sottolineato recentemente il presidente del Consiglio Mario Draghi – che una transizione ecologica così grande e rapida comporta anche costi economici e sociali immensi. Da un lato siamo determinati a percorrere questa transizione, dall’altro siamo determinati a proteggere, specialmente i più deboli, dai costi sociali che, come abbiamo visto ora con l’aumento delle bollette, potrebbero essere veramente significativi. Nel suo discorso sullo stato dell’Unione 2021 la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ci ha tenuto a sottolineare che l’Ue è la prima grande potenza economica a presentare un quadro legislativo globale per il clima e la transizione. 
Imporremo un prezzo all’inquinamento. Renderemo pulita l’energia che utilizziamo. Avremo auto più intelligenti e aeroplani più ecologici. E ci adopereremo perché a obiettivi climatici più ambiziosi corrispondano obiettivi sociali più ambiziosi. La transizione verde deve essere equa. Per questo motivo abbiamo proposto un nuovo Fondo sociale per il clima, per far fronte alla povertà energetica di cui già soffrono 34 milioni di europei... Ma l’Europa non può agire da sola. La COP26 sarà il momento della verità per la comunità mondiale.

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