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04
Dom, Dic
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Astro Pi Mission Space Lab. Italia nello spazio per esplorare la qualità dell’aria

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A bordo della stazione spaziale internazionale (ISS) anche una scuola italiana, il Liceo scientifico Romano Bruni di Padova, grazie a un esperimento, ideato e programmato da un team di studenti che ha raggiunto l’eccezionale livello di Flying Status grazie alla partecipazione al progetto Astro PI Mission Space Lab, realizzato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), in collaborazione con la Raspberry Pi Foundation.


Progetto educativo che offre ai giovani la straordinaria opportunità di condurre ricerche scientifiche nello spazio scrivendo programmi che girano su computer Raspberry Pi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). 
Raccontano questa fantastica esperienza Luca ed Elia Stellin. Luca (CEO di Emme Informatica, software house specializzata in soluzioni nel settore distribuzione carburanti) ha trasferito l’amore per mondo cibernetico al figlio. Elia, uno dei protagonisti della vicenda insieme agli studenti che hanno preso parte al progetto: oltre a lui Sara Mazzucato, Benedetta ScuttariFrancesco Pellicari, Eleonora Brogio. Guidati dal prof. Andrea Ferraresso: In un momento in cui si parla tanto di STEM come nuovo approccio all’insegnamento ho colto l’occasione della sfida AstroPi dell’ESA per verificare, con soddisfazione, il grado di coinvolgimento di studentesse e studenti messi a lavorare insieme verso un obiettivo alto.

LUCA, SPIEGACI IL PROGETTO
Permette a team di giovani fino ai 19 anni di condurre sulla ISS esperimenti scientifici, il cui contenuto poteva essere scelto tra due temi: Vita nello Spazio e Vita sulla Terra. Hanno partecipato alla prima fase del progetto 799 team di 23 paesi europei, 502 ammessi alla seconda fase, 39 italiani. Il Flying Status (3^ e 4^ fase) è stato raggiunto da 299 team (1205 partecipanti), 27 italiani. Il progetto chiedeva di ideare un esperimento e programmare il computer Astro Pi (fornito gratuitamente da ESA e Astro Pi Foundation) per raccogliere a bordo della ISS i dati necessari.

ELIA HA SCRITTO IN PYTHON IL PROGRAMMA, PENSATO INSIEME AI COMPAGNI DI PROGETTO.
È vero, sono orgoglioso di lui: insieme a Maddalena Tanca, l’altra socia di Emme Informatica, oltre che mia moglie e mamma di Elia, dedico una parte importante della mia vita al mondo dei computer e sono contento che mio figlio abbia questa passione.

ELIA, QUALE TEMA AVETE SCELTO?
Abbiamo scelto Vita sulla terra. All’inizio dell’anno scolastico eravamo presi dalla pandemia, guardando tra i sensori dell’astro-pi per constatare le nostre possibilità abbiamo scoperto il sensore a infrarossi che può calcolare l’indice NDVI (Normalized difference vegetation index, l’indice di vegetazione più usato, ndr) e approfondendone la conoscenza ci sono venute le domande: se la pandemia ha modificato la qualità dell’aria anche la salute delle piante sarà migliorata? quali zone hanno avuto il maggior miglioramento e dove le aspettative di vita sono migliori?

COSA VUOLE DIMOSTRARE LA VOSTRA RICERCA?
La correlazione tra miglioramento della qualità dell’aria e miglioramento della salute delle piante: l’indice NDVI riesce a calcolare la salute delle piante. Il programma inviato sulla ISS permetterà di raccogliere foto della Terra ogni 10 secondi e altri dati relativi alla loro geolocalizzazione: l’ISS li trasmetterà all’ESA e quest’ultima invierà a noi. Attraverso l’analisi matematica dei colori delle foto svolta con un programma da noi sviluppato con Python, sarà calcolato l’indice NDVI in ognuna e confrontato con quelli degli anni precedenti, reperibili presso database universitari e governativi. Trovato l’indice NDVI (geolocalizzato) lo combineremo con i dati relativi alla qualità dell’aria. 
Ora è il momento dell’attesa. Il programma realizzato è stato caricato sugli Astro Pi presenti nella Stazione Spaziale Internazionale per raccogliere i dati necessari per completare l’esperimento, dati che saranno poi inviati all’ESA e trasmessi al team che redigerà la relazione conclusiva. ESA, a completamento della quarta e ultima fase dell’Astro PI Mission Space Lab, valuterà le relazioni ricevute e proclamerà i vincitori dell’edizione 2021/22. Incrociamo le dita!

IL PLAUSO DI ZAIA
Anche il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia si è complimentato con i ragazzi: I giovani veneti guardano al progresso, sanno stare al passo con i tempi, anticipando il futuro. Ne abbiamo conferma dai ragazzi del Liceo Scientifico Bruni di Padova, ideatori di un esperimento spaziale sulla qualità dell’aria e delle piante. Con il loro impegno hanno dimostrato che la scuola può avere un ruolo centrale anche nella ricerca e nel contributo alle sfide più alte dell’uomo. 
Mi congratulo con gli allievi e con gli insegnanti che li hanno seguiti. 
Pensare che l’impegno a tutela dell’ambiente terrestre possa passare per una missione spaziale a molti può ancora sembrare fantascienza; siamo di fronte a studenti che hanno già dimostrato di vivere questo millennio da protagonisti.

A TUTTA ESA! ARRIVA TOMMASO GHIDINI
Al Liceo Bruni di Padova ci hanno preso gusto e hanno rivolto un invito speciale a Tommaso Ghidini, capo Divisione strutture, meccanismi e materiali dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). In dialogo con alcuni studenti, il 28 maggio ha presentato Homo Caelestis. L’incredibile racconto di come saremo edito da Longanesi, con il prestigioso patrocinio del Cisas, Centro di Ateneo di Studi e Attività Spaziali Giuseppe Colombo dell’Università degli Studi di Padova. Il direttore Giampaolo Piotto ha portato un saluto ai partecipanti. Non è mancata l’occasione per confrontarsi con i ragazzi anche in merito al Progetto Astro Pi Mission Space Lab. Come è nata l’idea di invitare Ghidini? Da un laboratorio di lettura pomeridiano del libro promosso dall’insegnante di fisica prof.ssa Zanandrea, che ha fornito numerosi spunti – a partire dal vedere l’errore come un’occasione di conoscenza e non come una sconfitta – e portato nuove conoscenze.

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