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05
Lun, Dic
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Italia circolare e autonomia energetica

Attualità
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Presentato al Forum di Cernobbio lo studio Verso l’autonomia energetica italiana: acqua, vento, sole, rifiuti le nostre materie prime, realizzato da The European House - Ambrosetti in collaborazione con la multiutility A2A, quanto mai attuale in uno scenario economico e geopolitico mondiale che impone una riflessione su dipendenza delle forniture energetiche e necessità di accelerare il percorso di decarbonizzazione e transizione energetica.

Obiettivo, fare il punto su come la valorizzazione delle fonti energetiche disponibili possa contribuire all’autonomia energetica e il ruolo chiave che ricoprono le regioni e i territori.

ITALIA SECONDA PER DISPONIBILITÀ DI RINNOVABILI
I dati emersi sono rilevanti: l’Italia è quintultima in Europa per autonomia energetica (22,5% vs. 39,5% media UE 2019), ma è seconda per risorse rinnovabili, è tra i Paesi più virtuosi in termini di miglioramento dell’autonomia energetica, con più di 9 punti percentuali tra 2000 e 2019. L’incremento è oltre 2 volte quello francese (3,7%) e oltre 4 volte quello spagnolo (1,8%). 
Notevoli le opportunità di sviluppo a tecnologie correnti e vincoli normativi e strutturali in essere. 
Per quanto riguarda il fotovoltaico sarebbe ottenibile una crescita di potenza installata pari a 105,1 GW, quasi 5 volte quella odierna. Circa il 40% dell’incremento è legato a impianti sui tetti, e il 60% agli impianti a terra. Lombardia, Sicilia e Puglia valgono insieme il 32% della potenza addizionale. 
In tema di eolico, si potrebbe ottenere un incremento di 21,1 GW, quasi 2 volte la capacità attuale installata. Con 13,3 GW complessivi Sicilia, Puglia e Sardegna rappresentano il 63% dell’opportunità di sviluppo. L’idroelettrico – attraverso il potenziamento di impianti esistenti e lo sviluppo di impianti di mini-idroelettrico – abilita un incremento della potenza di 3,3 GW (concentrata in Lombardia, Trentino Alto Adige e Piemonte), oltre il 20% della capacità oggi installata.

OPPORTUNITÀ DA RIFIUTI E BIOMETANO
Una quarta risorsa si affianca alle rinnovabili, i rifiuti. Una corretta gestione del loro ciclo consente di abbattere il ricorso alle discariche e accresce la produzione nazionale di energia elettrica. L’Italia presenta un’opportunità di recupero energetico da rifiuti (urbani e speciali) e da fanghi di depurazione di oltre 8 milioni di tonnellate, la cui valorizzazione può generare oltre 7 TWh, il 2% del fabbisogno annuale.
Un’efficace gestione di rifiuti e scarti di produzione favorisce inoltre lo sviluppo del biometano: con la riconversione degli impianti biogas esistenti e la valorizzazione della Forsu e delle biomasse, l’Italia può produrre circa 6,3 miliardi di m3 di biometano, circa il doppio della produzione nazionale di gas, l’8% del consumo nazionale e il 22% delle importazioni dalla Russia.

LE PROSPETTIVE
Sfruttando le sue materie prime e agendo su elettrificazione dei consumi ed efficientamento, l’Italia può raggiungere il 58,4% di autonomia energetica, quasi triplicando gli attuali livelli, con un incremento di circa quattro volte rispetto a quello rilevato negli ultimi 20 anni.
La valorizzazione di acqua, vento, sole e rifiuti, attivabili rapidamente alla luce di tecnologie e vincoli correnti – ha dichiarato Valerio De Molli, Ceo di The European House - Ambrosetti – può aumentare la nostra autonomia energetica di quasi 36 punti percentuali, contribuendo in modo sostan- ziale a garantire gli attuali livelli di consumo e raggiungere i più importanti traguardi di sostenibilità e decarbonizzazione.