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Dom, Set
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Se anche l’industria dell’auto comincia a dubitarne, è segno che il futuro del gasolio vacilla. Dopo il colpo inferto dal dieselgate – che comunque ha poco inciso sulle quote di mercato – arriva (Ansa) l’affermazione del neo-eletto presidente dell’Unrae Michele Crisci (Volvo Car Italia), che fino al 2019 guiderà l’associazione che rappresenta in Italia le case automobilistiche estere.

2016 da paura in Italia per l’auto ecologica: 1.824.968 veicoli immatricolati (+15,8%) con le famigerate diesel cresciute del 19% (57% di quota) e le auto a benzina del 22% (33% di quota), mentre le alimentazioni alternative sono diminuite del 12,1% (10% di quota).

Clima e salvaguardia del pianeta, sulla scena mondiale entrano nuovi elementi, durante la Conferenza sul clima di Marrakesh – la Cop22 – poco dopo l’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi per contenere il riscaldamento globale.

È difficile trovare la strada attraverso i segnali contradditori che arrivano da più parti nella giungla delle buone pratiche e della sostenibilità ambientale. Ma tutti possiamo condividere la necessità di praticare la ginnastica dell’equilibrio, in nome della neutralità tecnologica e del buonsenso.

Accordo di Parigi per contrastare i cambiamenti climatici: all’inizio di settembre nel corso del G20 di Hangzhou sono arrivate a sorpresa le ratifiche cinese e americana. Insieme i due colossi producono il 38% delle emissioni CO2 nel mondo; per ora nulla cambia ma si avvicina il traguardo.

Qual’è l’automobile del futuro? A GPL, a metano, ibrida o elettrica? Oppure a idrogeno? E poi dual fuel, trifuel, bifuel, mixed fuel o cos’altro?

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